5 parole per l'anno nuovo
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5 parole che abbiamo scelto per iniziare l’anno nuovo

Quante parole a Capodanno. I mille messaggi di auguri. Le “liste di fine anno”. Gli oroscopi. I buoni propositi, da mettere per iscritto, per renderli più “veri”. Quanti modi abbiamo per prepararci al nuovo anno?

Il nostro modo vuole essere un manifesto per i 12 mesi che ci attendono. Abbiamo deciso di proporre 5 parole (poche ma buone) che ci facciano entrare nel cuore del 2019 con il piede giusto.

Lo facciamo con le tavole di Cristiana Erbetta – Nontuttoaposto, artista che da anni realizza originali calendari “disegnando” le parole. Ciò che Cristiana fa nei suoi calendari è interpretare le parole nel significato o nelle emozioni che suscitano, facendole diventare immagine. Nel suo lavoro c’è la calligrafia come arte della scrittura, e c’è la scrittura più gestuale ed espressiva, che va al di là di quella leggibile e diventa segno.

Fra le tante parole a cui ha dato vita, ne abbiamo scelte 5 che ci sembrano perfette per iniziare bene il 2019.
Le 5 parole sono
Daccapo, Ricucire, Capofitto, Respiro, Ovunque.

Scopriamole insieme!

1. Daccapo

Diciamo rifare daccapo con un senso spesso negativo, quando siamo costretti a ricominciare da zero. Ma non è per forza un male. A volte ricominciare daccapo è necessario per trovare una strada migliore, per fare le cose bene, per mettere ordine alle idee.

Artisti, artigiani, designer, sono abituati a ricominciare daccapo, continuamente, per realizzare meglio la loro opera. Che sia un quadro, o una collana, o un oggetto innovativo, il loro risultato finale ci sembra così naturale e lineare, eppure per arrivare a questo spesso rifanno dall’inizio tanti passaggi.

Ricominciare daccapo può essere la svolta della vita.
L’ex tennista Andre Agassi, nella sua autobiografia Open, ricorda che nella crisi più buia della sua carriera ha preso una decisione radicale: lasciare i grandi tornei e ricominciare da zero, dai piccoli campi nelle città minori. Questo gli ha dato le motivazioni per risalire la china, tornare ai massimi livelli, vincendo tutti i maggiori tornei… nella sorpresa generale.

E per noi, anche stavolta, un altro anno da ricominciare daccapo. L’occasione per renderlo migliore di quello appena finito.

2. Ricucire

Ricucire uno strappo: a volte ci costa tempo e impegno. Ma l’alternativa è lo spreco: buttare via, perdere un oggetto o una persona preziosa.

Ci sono dei rapporti che vale la pena ricucire. Fare il primo passo non è semplice, e non si recupera tutto subito, ma mano a mano. Ci sono situazioni in cui sembra impossibile, ma spesso chi è dall’altra parte prova il nostro stesso sentimento, e non ce ne accorgiamo. Recuperare costa qualcosa all’inizio, ma il piacere e la soddisfazione ricompenseranno ampiamente il piccolo sforzo che abbiamo fatto.

Tutta la bellezza del ricucire e del ricostruire ci viene ricordata dall’arte giapponese del Kintsugi. Rompendosi, un vaso di ceramica prende nuova vita attraverso le linee di frattura all’oggetto, che viene riparato con oro e metalli preziosi, e diventa così ancora più pregiato grazie alle sue “cicatrici”. L’insegnamento è di non vergognarsi delle ferite, degli strappi, anzi ripararli, perché possono essere mostrarti con naturalezza e orgoglio.

Questo è l’anno per ricucire, e non per buttare via.

3. Capofitto

Letteralmente, a testa in giù. Eppure in inglese la parola cambia segno: headfirst, qualcosa come prima la testa.

In ogni caso, buttarsi a capofitto vuol dire lanciarsi anima e corpo in un’impresa che ci appassiona. Risultato incerto, ma grande passione. Il coraggio di mettersi in gioco, l’entusiasmo di una sfida eccitante.

«Non ce la farai!», «È un’impresa impossibile!», «Perché lo fai?». Ce lo sentiamo dire continuamente quando ci buttiamo in un’avventura che sembra troppo difficile e piena di ostacoli. Ma che soddisfazione quando, alla fine, usciamo vittoriosi.

Gettiamoci a capofitto quando il cuore dice di farlo. E chissà che i «non ce la farai!» quest’anno non diventino «lo sapevo che ce l’avresti fatta!»

4. Respiro

In una giornata respiriamo circa 25000 volte. Ma non ci accorgiamo nemmeno di una. Il respiro ci sembra la cosa più scontata e naturale del mondo. Non abbiamo consapevolezza di quanto sia fondamentale, vitale.

Allo stesso modo non pensiamo a quanto sia importante, nelle nostre vite, prenderci un respiro, ogni tanto, per allontanarci dalle incombenze e dallo stress. Non si può vivere sballottati tra un impegno e l’altro, in apnea, comandati a bacchetta dalle lancette dell’orologio.

Cerchiamo di conservare il nostro respiro, preservando i momenti dedicati soltanto a noi e a chi vogliamo bene. Un respiro regolare, cui non rinunciare per nulla al mondo. Un interesse da coltivare, un rito settimanale, o una vacanza all’improvviso… hai deciso qual è il respiro che vuoi regalarti quest’anno?

5. Ovunque

Ovunque ti piaccia, che sia una capitale mondiale o un luogo esotico, una metropoli europea o vette inesplorate… fai un viaggio e vivilo con intensità. Ogni volta che fai un viaggio, annulli un confine. In un mondo che è occupato a costruire barriere, tu fai il contrario.

Ovunque andiamo scopriamo qualcosa di nuovo che allarga la nostra esperienza, la nostra curiosità, la nostra intelligenza. Anche se siamo potenzialmente connessi 24 ore su 24 con qualunque luogo, è solo viaggiando che ci mettiamo davvero in contatto con il mondo.

Ovunque è una delle parole più grandi che ci sia. “Sempre” è impossibile. Ma “Ovunque” è raggiungibile.

E ovunque ti porti il 2019, che sia un viaggio temporaneo o una residenza nuova, ti auguriamo che sia un’esperienza ricca, entusiasmante e indimenticabile.

Buon anno nuovo dal team di ABOUT Inspiration!

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5 parole per l'anno nuovo

DaccapoRicucireCapofittoRespiroOvunque

 


Cristiana Erbetta incontra la calligrafia nei primi anni 90 formandosi con maestri di nazionalità diverse: impara gli stili tradizionali e li sperimenta definendo così la sua personale ricerca. Ricerca che applica su tela, tessuto, abiti e nelle parole che ogni anno compongono i suoi calendari.
Lavora per molti anni come grafica, in ambito musicale, culturale e della pubblica utilità, insegnando allo IED e alla Libera Scuola Waldorf ed esponendo i suoi lavori in Italia e all’estero.
Dedica una parte della sua attività a libri d’artista. Attualmente insegna calligrafia ai bambini, portando il giusto modo di scrivere a mano e in corsivo. Vive e lavora a Torino. 
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